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Triplicati i funerali per animali: “Un modo per tenere vivo l’amore”.

I padroni non vorrebbero abbandonarli mai. Nemmeno quando gli animali chiudono gli occhi per sempre e i corpi un tempo vivaci si irrigidiscono. Raccolgono la carcassa del cane o del gatto, col pelo ancora morbido, il muso umido, e scelgono il luogo più adatto a seppellirlo l’urna più preziosa per riporne le ceneri. Sono sempre più infatti i proprietari di animali che al momento di separarsi col proprio fido scelgono perlomeno di garantirgli un degno funerale. Nel 2017 sarebbero perfino triplicati le cerimonie funebri per animali rispetto all’ anno precedente. Quasi centoquaranta mila animali domestici, infatti, sono stati seppelliti. Ma sono anche in molti padroni che non ne vogliono proprio sapere di separarsi dall’animale e per conservare un ricordo non troppo distante, scelgono di far cremare il cane o il gatto. Portano l’urna a casa, la tengono in salotto, nella stanza accanto o sul comodino. Numeri alla mano, sono stati centosettantamila gli animali cremati lo scorso anno. Non pochi, inoltre, vogliono funerali completi per il proprio animale, senza perdersi dietro ai prezzi e senza badare alle banconote che scivolano dal portafoglio. Si possono spendere dai 140 euro per la cremazione e l’urna cineraria da portare a casa con le ceneri di micio e fido, fino ai 3.000 euro per un funerale completo con apposita bara ed inumazione nel cimitero degli animali. «È indubbio che sia accresciuta la sensibilità nei confronti degli animali negli ultimi anni», spiega Gianni Amenta direttore de “Il Fido Custode”, cimitero di Milano, «ci sono persone che vengono ogni due giorni a fare visita al defunto, per portargli fiori sulla bara, per parlare con lui. Sono soprattutto gli anziani che si legano molto ai cani e ai gatti, li considerano a tutti gli effetti membri della famiglia». In proporzione nell’ultimo anno sono cresciute del 50% anche le aziende funebri che propongono diversi livelli di funerale per gli amici a quattro zampe. La pratica della cremazione e dell’inumazione è diffusa specialmente nelle regioni del centro nord Italia con in testa Emilia Romagna e Lombardia, dove i proprietari farebbero di tutto per il proprio fido anche dopo la morte. Così c’è chi per non lasciare solo sottoterra l’animale, lo seppellisce insieme ai ricordi, ai giochi, agli oggetti a cui era più affezionato in vita.«L’episodio più toccante che ci è capitato, è stata la lettera inviataci da un veterinario che aveva in cura un cane che purtroppo è morto. Ci ha chiesto di riporla nella bara insieme all’animale. Era una lettera di scuse per non essere riuscito a fare il possibile per salvarlo», racconta Amenta.

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