preventivo funerale – onoranze funebri Palermo – servizi funebri palermo – cremazioni Paternostro https://www.paternostrosnc.com onoranze funebri palermo servizi funebri servizi funerari palermo funerali cremazioni riti funebri palermo fratelli paternostro Thu, 21 Nov 2019 08:29:01 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.7 https://www.paternostrosnc.com/wp-content/uploads/2016/10/50_64x64-60x60.png preventivo funerale – onoranze funebri Palermo – servizi funebri palermo – cremazioni Paternostro https://www.paternostrosnc.com 32 32 Svolta nell’ultimo addio. https://www.paternostrosnc.com/svolta-nellultimo-addio/ Thu, 21 Nov 2019 08:29:01 +0000 https://www.paternostrosnc.com/?p=1444 Sarà la visione di troppi film americani, sarà che le tradizioni cattoliche non sono più unanimemente condivise. Di certo c’è che anche le modalità con cui dare l’estremo saluto ai propri cari cambiano. La gente inizia a preferire cerimonie personalizzate. Mentre in un rito cattolico il sacerdote tende a ripetere per tutti le stesse parole […]

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Sarà la visione di troppi film americani, sarà che le tradizioni cattoliche non sono più unanimemente condivise. Di certo c’è che anche le modalità con cui dare l’estremo saluto ai propri cari cambiano.
La gente inizia a preferire cerimonie personalizzate. Mentre in un rito cattolico il sacerdote tende a ripetere per tutti le stesse parole sul significato della morte, c’è chi vuole evidenziare le caratteristiche del defunto, quello che ha fatto, quello che amava. Ci si rivolge più all’uomo che al rapporto con Dio».

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Cimiteri sovraffollati? C’è una nuova proposta per seppellire i morti. https://www.paternostrosnc.com/cimiteri-sovraffollati-ce-nuova-proposta-seppellire-morti-lungo-le-strade/ Tue, 16 Jul 2019 06:58:35 +0000 https://www.paternostrosnc.com/?p=1312 C’è poco da fare: la gente si ostina a morire. E per seppellirla aumentiamo il consumo di suolo e l’inquinamento. Un vero problema, specialmente in alcuni Paesi come il Regno Unito, che tra cinque anni potrebbe finire lo spazio disponibile nei cimiteri. Da tempo gli esperti stanno cercando soluzioni e proprio da Oltre Manica oggi […]

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C’è poco da fare: la gente si ostina a morire. E per seppellirla aumentiamo il consumo di suolo e l’inquinamento. Un vero problema, specialmente in alcuni Paesi come il Regno Unito, che tra cinque anni potrebbe finire lo spazio disponibile nei cimiteri.
Da tempo gli esperti stanno cercando soluzioni e proprio da Oltre Manica oggi arriva una nuova proposta, che qualcuno potrebbe ritenere bizzarra se non addirittura un po’ macabra: corridoi verdi di sepoltura lungo strade, ferrovie e marciapiedi, sfruttando anche quei terreni cuscinetto tra campagna e città che non trovano altra destinazione d’uso.
L’idea è del consulente per tematiche di salute pubblica John Ashton, che nel suo articolo, pubblicato sulle pagine del Journal of the Royal Society of Medicine, sottolinea come sia necessaria una nuova strategia per predisporre i luoghi di sepoltura. Una strategia che sia eco-compatibile, che guardi al pianeta che lasceremo alle generazioni future.
Per motivi culturali e religiosi in Occidente sono ancora moltissime le persone che scelgono la sepoltura anziché la cremazione, un sistema che sì permette di risparmiare spazio ma che non risolve il problema dell’inquinamento né del suolo (dato che a volte le urne vengono comunque seppellite) né dell’ambiente in genere (serve energia per bruciare i corpi e i prodotti di combustione vengono rilasciati in atmosfera). Occorre dunque trovare nuovi spazi, che magari, oltre a ospitare i nostri cari defunti, svolgano anche altre funzioni.
Così Ashton ha proposto di creare dei viali di sepoltura verdi che corrano lungo strade e ferrovie, oppure di assegnare una nuova destinazione d’uso a quei terreni che non possono essere utilizzati per altri scopi. Ancora, il consulente avanza l’idea di bloccare la cementificazione dei terreni agricoliai margini delle città destinandoli invece a ospitare i defunti e trasformandoli in un cuscinetto verde.

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Distanza dai cimiteri e case sparse: un caso concreto. https://www.paternostrosnc.com/distanza-dai-cimiteri-case-sparse-un-caso-concreto/ Mon, 03 Jun 2019 05:42:42 +0000 https://www.paternostrosnc.com/?p=1282 Assume rilievo il caso di un proprietario di immobile posto nelle vicinanze di un cimitero: di fronte alla decisione assunta dal Consiglio comunale di ampliare il cimitero locale, riducendo il limite della distanza dalle mura del cimitero alla sua abitazione, a circa 30 metri, anziché rispettare il limite dei 50 metri previsto dalla legge, impugna […]

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Assume rilievo il caso di un proprietario di immobile posto nelle vicinanze di un cimitero: di fronte alla decisione assunta dal Consiglio comunale di ampliare il cimitero locale, riducendo il limite della distanza dalle mura del cimitero alla sua abitazione, a circa 30 metri, anziché rispettare il limite dei 50 metri previsto dalla legge, impugna la delibera dinanzi al giudice amministrativo. Il Comune sostiene che il limite dei 50 metri vale per il centro abitato e non anche nell’ipotesi (nella quale rientra l’immobile della controparte) di case sparse.

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Quanto costa un cofano? https://www.paternostrosnc.com/quanto-costa-un-cofano-2/ Thu, 30 May 2019 06:43:40 +0000 https://www.paternostrosnc.com/?p=1273 Ricerca, qualità ed estetica hanno un prezzo. E i cofani non fanno eccezione. «Ma perché devo investire di più per un cofano? In fondo molti clienti scelgono cofani di media qualità, sempre buoni, ma non pezzi unici di alta ebanisteria o cofani dal design esclusivo». Questo potrebbe essere il pensiero di un impresario. Ma l’impresario […]

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Ricerca, qualità ed estetica hanno un prezzo. E i cofani non fanno eccezione.

«Ma perché devo investire di più per un cofano? In fondo molti clienti scelgono cofani di media qualità, sempre buoni, ma non pezzi unici di alta ebanisteria o cofani dal design esclusivo». Questo potrebbe essere il pensiero di un impresario. Ma l’impresario è prima di tutto un imprenditore e come tale deve sempre pensare a dare il massimo alla propria clientela, sia in termini di scelta sia di qualità. Solo in questo modo può soddisfare tutte le aspettative e, grazie anche al passaparola, incrementare il gradimento e la fidelizzazione della propria impresa. È quindi importante avere una sala esposizioni luminosa, elegante e sobria, allestita con cofani di fattura e qualità differenti, in grado di rispondere a vari gusti ed esigenze. Accanto ai cofani più economici, ma sempre dignitosi anche nella loro semplicità, si affiancano i modelli di fascia media, in varie tipologie di essenze, per poi finire con i top della gamma, destinati soprattutto a chi è alla ricerca di modelli particolari ed esclusivi. Affidandosi ad aziende serie e importanti, che investono in ricerca e tecnologia garantendo elevati standard di produzione, l’impresario è certo di poter continuare a ordinare prodotti di alta qualità, senza sorprese o imperfezioni, sia per i modelli più economici sia per quelli più ricercati. Bisogna sapere che, oltre a essere sempre al centro della cerimonia funebre, il cofano è l’ultimo dono che la famiglia sceglie di fare al proprio caro ed è anche l’ultimo ricordo che resterà di lui. Per questo motivo, sia che si tratti di un modello di alta gamma sia nel caso che la scelta ricada su un prodotto più economico, questo deve essere sempre e comunque un cofano elegante, raffinato e di classe, in grado di valorizzare l’ultimo saluto e comunque sempre all’ altezza delle aspettative della famiglia.

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Le ferie per lutto. https://www.paternostrosnc.com/le-ferie-lutto-2/ Wed, 29 May 2019 06:25:14 +0000 https://www.paternostrosnc.com/?p=1266 Tutti i lavoratori dipendenti hanno diritto, per legge, a tre giorni lavorativi di permesso all’anno per lutto familiare. Si tratta di un vero e proprio permesso retribuito, cioè goduto a spese del datore di lavoro, che si riferisce a giornate lavorative, ossia non comprendenti i giorni festivi e il sabato (nel caso di settimana lavorativa […]

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Tutti i lavoratori dipendenti hanno diritto, per legge, a tre giorni lavorativi di permesso all’anno per lutto familiare. Si tratta di un vero e proprio permesso retribuito, cioè goduto a spese del datore di lavoro, che si riferisce a giornate lavorative, ossia non comprendenti i giorni festivi e il sabato (nel caso di settimana lavorativa corta), tranne in alcuni casi particolari. Ne possono usufruire anche i lavoratori a tempo determinato, purché dipendenti. Vediamo come godere delle ferie per lutto e in quali casi è possibile richiederle.

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In Europa, una morte su cinque è causata da infarto o ictus. https://www.paternostrosnc.com/europa-morte-cinque-causata-infarto-ictus/ Sat, 25 Aug 2018 15:55:54 +0000 https://www.paternostrosnc.com/?p=1196 In Europa una morte su cinque è causata da infarto o ictus. Come dire, 1,1 milioni di persone (ossia il 21,6%) perde la vita per malattie cardiovascolari. Un dato è positivo visto che rispetto al 2000 i decessi dovuti a queste malattie si sono progressivamente ridotti. Questo quanto emerge da uno studio di Eurostat sulle […]

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In Europa una morte su cinque è causata da infarto o ictus. Come dire, 1,1 milioni di persone (ossia il 21,6%) perde la vita per malattie cardiovascolari. Un dato è positivo visto che rispetto al 2000 i decessi dovuti a queste malattie si sono progressivamente ridotti. Questo quanto emerge da uno studio di Eurostat sulle cause di morte del 2013 pubblicate oggi. A distanza di molti anni, l’Istat si avventura nel tema della morte e delle cause che la scaturiscono. Secondo il rapporto presentato dal più importante istituto di statistica, la causa principali di decessi nel nostro paese è costituita da attacchi al cuore, anche se questi si sono ridotti rispetto agli ultimi anni. In forte aumento anche i casi di tumori e gli attacchi di demenza. Le malattie che riguardano il cuore, e quindi malattie ischemiche, cerebrovascolari e le altre malattie del cuore, rappresentano circa il 29% del totale delle morti. Rispetto alla precedente rilevazione, condotta nel 2003, non è cambiato molto dato che anche in quel caso la situazione era piuttosto simile. Il tasso di mortalità si è profondamente ridotto (circa 23%) e sono ormai molto rare le morti per malformazioni congenite o sofferenze respiratorie, mentre altrettanto non può dirsi per i casi di infezioni. Se la mortalità infantile è per fortuna quasi debellata, c’è da segnalare un aumento nel numero dei decessi rispetto al 2003, segno dell’invecchiamento che sta attraversando il nostro paese, divenuto molto più vecchio se confrontato con gli anni precedenti. Tra le altre cause di morte principali troviamo tumori, in particolare alla trachea, ai bronchi e ai polmoni e la setticemia. In notevole crescita i casi di alzheimer e demenza, che adesso rappresentano la sesta causa di morte in Italia. L’Istat preme a sottolineare il differente stato tra le regioni del nord e quelle del sud, in quanto permangono ancora delle profonde differenze circa le cause di morte. Si legge, nel rapporto, che tra nord e sud ci sono molte differenze di decessi per cardiopatie, malattie ipertensive e diabete oltre ad un forte aumento dei casi di tumore alla prostata nel meridione.

 

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Infarto e malattie cardiache: per i proprietari di cani il rischio di morire è minore. https://www.paternostrosnc.com/infarto-malattie-cardiache-proprietari-cani-rischio-morire-minore/ Wed, 16 May 2018 05:50:58 +0000 https://www.paternostrosnc.com/?p=1172 È il risultato di uno studio svedese, condotto per 12 anni su quasi 3 milioni e mezzo di persone di età compresa tra i 40 e gli 80 anni. Lo dice uno studio svedese, l’ultimo a confermare l’effetto terapeutico del cane sul suo padrone. Il cane è davvero il miglior amico dell’uomo. A “certificarlo” sono […]

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È il risultato di uno studio svedese, condotto per 12 anni su quasi 3 milioni e mezzo di persone di età compresa tra i 40 e gli 80 anni.

Lo dice uno studio svedese, l’ultimo a confermare l’effetto terapeutico del cane sul suo padrone. Il cane è davvero il miglior amico dell’uomo. A “certificarlo” sono gli scienziati scandinavi, dopo aver dimostrato che i proprietari di cani sono meno a rischio morte per malattie cardiovascolari o altre cause rispetto a chi non ospita in casa un cane.

Lo studio è stato condotto per 12 anni su quasi 3 milioni e mezzo di persone di età compresa tra i 40 e gli 80 anni: «I risultati mostrano che i proprietari di cani che vivono soli hanno una riduzione del rischio di morte del 33% e una riduzione del rischio di attacco cardiaco dell’11%” rispetto a chi non ha un cane», spiega Mwenya Mubanga dell’Università di Uppsala, primo autore dello studio. Le persone che vivono da sole erano già risultate a maggior rischio di morte cardiovascolare, in base ad altre ricerche. «Il cane può rivelarsi un prezioso membro della famiglia nelle case dei single», aggiunge Mubanga.

Le proprietà benefiche e terapeutiche dei pet sono ormai note dal 1953, quando nacque ufficialmente la pet therapy in America, grazie allo psichiatra infantile Boris Levinson. Numerosi studi hanno documentato negli anni i diversi meccanismi d’azione dell’effetto terapeutico dell’animale a livello del sistema:

NEUROENDOCRINO – La presenza di un animale ha effetti benefici sui neurotrasmettitori che regolano e consentono l’attività del sistema nervoso, agendo sulla vigilanza, sulla motivazione e sull’umore.

ETOLOGICO – Per una persona il prendersi cura dell’alimentazione dell’animale è uno stimolo a occuparsi anche della propria.

PSICOLOGICO – Il rapporto uomo-animale è un forte stimolo psicologico, che induce la persona a “uscire” dai suoi problemi, focalizzandosi non più su se stesso ma sull’animale e sugli altri.

IMMUNOLOGICO – La presenza di un legame affettivo con l’animale interviene sui mediatori dello stress e sul sistema endorfinico, migliorando l’attività del sistema immunitario e offrendo migliori possibilità di sconfiggere patologie infettive e neoplastiche.

FISICO-LUDICO – L’aspetto ludico è importante soprattutto come stimolo al movimento, permettendo di fare esercizio divertendosi. Vi è anche un tipo particolare di gioco definito “idle play”, costituito da azioni di lisciamento e attorcigliamento del pelo dell’animale che rilassa la persona e ne attiva la manualità.

COMUNICATIVO – Si recupera una comunicazione non verbale che permette all’animale di cogliere espressioni impercettibili all’uomo, rendendolo capace di comprendere e farsi sentire compresi.

CARDIOLOGICO – Nel 1995 l’American Journal of Cardiology ha riportato che nei possessori di cani il tasso di mortalità a un anno dalla crisi infartuale era minore del 50% rispetto alle altre persone. Erika Friedmann ha riscontrato clinicamente la riduzione dei più importanti fattori di rischio per le cardiopatie.

Ancora oggi, purtroppo, la malattia cardiovascolare (CVD) è la principale causa di morte in tutto il mondo, rappresentando il 45% di tutti i decessi (più di 4 milioni) in Europa nel 2016. «Avere un pet – suggerisce Glenn Levine, professore presso il Baylor College of Medicine di Houston, Texas – potrebbe associarsi a un ridotto rischio di problemi al cuore e potrebbe anche essere che le persone sane siano semplicemente quelle che più spesso adottano animali domestici».

In passato, indagini scientifiche hanno dimostrato che i possessori di un pet svolgono più attività fisica per la necessità di portare l’animale a spasso almeno tre o quattro volte al giorno. Possedere animali domestici fornisce benefici evidenti anche per quanto riguarda la pressione sanguigna, i livelli di colesterolo e il rischio di obesità. “Gli animali domestici potrebbero ridurre concretamente il rischio di malattia cardiovascolare nei loro proprietari”, rivela l’American Heart Association in un comunicato pubblicato sulla rivista Circulation. L’American Heart Association ha anche misurato stress e pressione sanguigna ai proprietari dei cani, dimostrando che col guinzaglio in mano si abbassano i livelli di pressione sanguigna e il battito cardiaco.

Una meta-analisi di undici studi osservazionali ha rilevato che i proprietari di cani camminavano di più ed erano più attivi fisicamente dei non proprietari. Due studi hanno inoltre valutato i cambiamenti nell’attività fisica dopo l’acquisizione di un cane o di un altro animale domestico, riscontrando un aumento della deambulazione ricreativa auto-riferita. Uno studio recente ha poi dimostrato che il cane supporta anche il mantenimento dell’attività fisica durante il cattivo tempo. I cani, dunque, possono essere utili nel ridurre il rischio cardiovascolare, fornendo una forma non umana di supporto sociale e aumentando l’attività fisica.

È stata infine confermata l’esistenza di una associazione tra gli effetti benefici del cane e la riduzione dell’isolamento sociale, con un miglioramento della percezione del benessere, in particolare nelle persone singole e negli anziani. Lo studio ha anche riscontrato che l’impatto è ancor più positivo sulle persone che vivono sole poiché i cani incoraggiano a uscire, a camminare, forniscono supporto sociale e rendono la vita più significativa. Dato, questo, confermato anche dalla rivista Plos One, che ha addirittura parlato di pet factor, mettendo in luce soprattutto la capacità dei cani di renderci più socievoli e meno predisposti alla depressione.

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Alcune cellule sopravvivono dopo il decesso: è il “crepuscolo della morte”. https://www.paternostrosnc.com/alcune-cellule-sopravvivono-decesso-crepuscolo-della-morte/ Sun, 13 May 2018 09:09:29 +0000 https://www.paternostrosnc.com/?p=1161 Uno studio su pesci e roditori ha svelato che c’è attività anche molte ore dopo il trapasso. Una scoperta che potrebbe migliorare i trapianti d’organo negli esseri umani. C’E’ CHI non si arrende alla morte e continua a lottare per portare avanti il proprio compito: si tratta di alcune cellule che dopo il decesso rimangono […]

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Uno studio su pesci e roditori ha svelato che c’è attività anche molte ore dopo il trapasso. Una scoperta che potrebbe migliorare i trapianti d’organo negli esseri umani.

C’E’ CHI non si arrende alla morte e continua a lottare per portare avanti il proprio compito: si tratta di alcune cellule che dopo il decesso rimangono attive per ore ed ore e proseguono nel loro lavoro. Una scoperta operata da un team dell'University of Washington a Seattle, i cui risultati sono stati pubblicati dalla rivista Open Biology e che suggerisce come la morte di un organismo segua un andamento graduale.

In termini tecnici, l’espressione genica (quel processo per cui le informazioni memorizzate in un gene conducono alla produzione di una proteina o di altro ancora) talvolta addirittura aumenta, perché non tutte le cellule sono caratterizzate dalla stessa durata, tanto che alcune pare cerchino di autoripararsi anche dopo il decesso. Il gruppo di studiosi che comprende, tra gli altri, Alex Pozhitkov e Peter Noble, ha utilizzato per la ricerca dei pesci (zebrafish) e dei roditori, ma il team crede che le osservazioni possano essere estese a tutti gli esseri viventi, compreso l’uomo. Così è stato scoperto che il processo conosciuto come trascrizione dei geni (la formazione di RNA a partire da DNA) associato al sistema immunitario, o allo stress, o alle infiammazioni, o al cancro ha subito un incremento. Non solo. E’ aumentata anche la trascrizione collegata allo sviluppo embrionale, come se avvenisse un ritorno proprio alle fasi dello sviluppo.
Insomma, dopo la morte, non cessa bruscamente qualunque attività e, anche se non sono chiari i dettagli dei vari passaggi che portano alcune trascrizioni ad arrestarsi mentre altre si attivano, gli studiosi non pensano sia frutto di un caso. Rimane comunque ovvio che un corpo alla fine inizia a decomporsi e, per questo motivo, è stata coniata l’espressione “il crepuscolo della morte”. Un modo per identificare quel lasso temporale che intercorre proprio tra la morte e la decomposizione, un periodo in cui alcune cellule sono in realtà ancora in vita.

La ricerca, nata semplicemente per soddisfare la curiosità sui processi di arresto relativi ad un sistema biologico complesso, in realtà nasconderebbe implicazioni pratiche potenzialmente di rilievo. Perché potrebbe offrire nuove informazioni sui maggiori rischi che corre di ammalarsi di cancro chi riceve un organo da una persona deceduta da poco (anche se il donatore è morto per eventi estranei ad una malattia come un incidente d’auto). Forse è dovuto proprio alla trascrizione genica che avviene prima dell’inizio della decomposizione e che è stata evidenziata dal team americano. La speranza sarebbe anche di comprendere le dinamiche relative a questi gravi problemi di salute che sorgono quando si è ancora in vita e capire le eventuali reazioni del corpo umano.

Si tratta d’ipotesi affascinanti che potrebbero rivelarsi di grande utilità, ma, poiché siamo di fronte ad uno studio pionieristico sull’attività dei geni dopo la morte, rimangono aperte ancora molte domande che dovranno essere necessariamente chiarite se si vuole giungere ad una conclusione in merito.

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Stati Uniti. La cremazione è diventata la scelta maggioritaria. https://www.paternostrosnc.com/stati-uniti-la-cremazione-diventata-la-scelta-maggioritaria/ Thu, 10 May 2018 06:02:45 +0000 https://www.paternostrosnc.com/?p=1137 Secondo quanto diffuso da NFDA (National Funeral Directors Association) il tasso di cremazione negli USA è alto e supera l’incidenza della sepoltura in bara (a terra o in tomba). Il rapporto annuale 2017 attesta che il 50,2% degli americani nel 2016 ha scelto la cremazione (contro il 48,5% nel 2015), mentre il 43,5% ha optato […]

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Secondo quanto diffuso da NFDA (National Funeral Directors Association) il tasso di cremazione negli USA è alto e supera l’incidenza della sepoltura in bara (a terra o in tomba). Il rapporto annuale 2017 attesta che il 50,2% degli americani nel 2016 ha scelto la cremazione (contro il 48,5% nel 2015), mentre il 43,5% ha optato per la sepoltura (45,4% nel 2015). Si stima che entro il 2035 la cremazione verrà scelta nel 78,8% dei decessi e che nei prossimi otto anni i tassi di cremazione supereranno il 50% in 44 stati.

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I fiori dell’inverno. https://www.paternostrosnc.com/i-fiori-dellinverno/ Sat, 28 Apr 2018 06:28:48 +0000 https://www.paternostrosnc.com/?p=1111 Portare un fiore al cimitero è un gesto affettuoso, un omaggio da parte di familiari, amici e conoscenti in ricordo del proprio caro. Anche se la primavera e l’estate ci offrono tanto colore e una più ampia scelta di piante e fiori, anche nella stagione più fredda possiamo continuare ad adornare le tombe. Ma quali […]

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Portare un fiore al cimitero è un gesto affettuoso, un omaggio da parte di familiari, amici e conoscenti in ricordo del proprio caro. Anche se la primavera e l’estate ci offrono tanto colore e una più ampia scelta di piante e fiori, anche nella stagione più fredda possiamo continuare ad adornare le tombe. Ma quali sono i fiori da prediligere in inverno? Le temperature, la luce e l’acqua influiscono molto sulla crescita e la resistenza all’ aperto e per questo è importante scegliere le tipologie che meglio si sposano con il clima del periodo. In primavera e in estate assistiamo a un’esplosione di colore e possiamo scegliere fra vari tipi di fiore. Ma anche in inverno, comunque, non siamo obbligati a puntare esclusivamente sui fiori artificiali. I fiori freschi possono infatti essere adatti per l’esterno, è sufficiente scegliere tra quelli più resistenti, che non necessitano di particolari o frequenti cure e possono così sopravvivere a lungo. I più noti nella nostra cultura sono indubbiamente i crisantemi, che fioriscono proprio in autunno e sono anche i più utilizzati a novembre, in occasione della commemorazione dei defunti. Ne esistono di vari tipi e colori, dal bianco al rosa e fino al viola, e sono ideali non solo recisi ma, quando lo spazio lo permette, anche nei vasi. Un altro fiore molto utilizzato, sia per adornare le tombe nel giorno della commemorazione sia durante tutto il periodo autunnale e invernale, è il ciclamino. E anche in questo caso si ha solo l’imbarazzo della scelta per quanto riguarda il colore. Un’altra pianta che può resistere a lungo anche nelle giornate fredde è la rosa, che non ha bisogno di particolari cure se non della potatura per assicurare una perfetta fioritura. Apprezzati anche se non presentano fiori, i sempreverdi si confermano particolarmente ornamentali.

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