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In Europa, una morte su cinque è causata da infarto o ictus.

In Europa una morte su cinque è causata da infarto o ictus. Come dire, 1,1 milioni di persone (ossia il 21,6%) perde la vita per malattie cardiovascolari. Un dato è positivo visto che rispetto al 2000 i decessi dovuti a queste malattie si sono progressivamente ridotti. Questo quanto emerge da uno studio di Eurostat sulle cause di morte del 2013 pubblicate oggi. A distanza di molti anni, l’Istat si avventura nel tema della morte e delle cause che la scaturiscono. Secondo il rapporto presentato dal più importante istituto di statistica, la causa principali di decessi nel nostro paese è costituita da attacchi al cuore, anche se questi si sono ridotti rispetto agli ultimi anni. In forte aumento anche i casi di tumori e gli attacchi di demenza. Le malattie che riguardano il cuore, e quindi malattie ischemiche, cerebrovascolari e le altre malattie del cuore, rappresentano circa il 29% del totale delle morti. Rispetto alla precedente rilevazione, condotta nel 2003, non è cambiato molto dato che anche in quel caso la situazione era piuttosto simile. Il tasso di mortalità si è profondamente ridotto (circa 23%) e sono ormai molto rare le morti per malformazioni congenite o sofferenze respiratorie, mentre altrettanto non può dirsi per i casi di infezioni. Se la mortalità infantile è per fortuna quasi debellata, c’è da segnalare un aumento nel numero dei decessi rispetto al 2003, segno dell’invecchiamento che sta attraversando il nostro paese, divenuto molto più vecchio se confrontato con gli anni precedenti. Tra le altre cause di morte principali troviamo tumori, in particolare alla trachea, ai bronchi e ai polmoni e la setticemia. In notevole crescita i casi di alzheimer e demenza, che adesso rappresentano la sesta causa di morte in Italia. L’Istat preme a sottolineare il differente stato tra le regioni del nord e quelle del sud, in quanto permangono ancora delle profonde differenze circa le cause di morte. Si legge, nel rapporto, che tra nord e sud ci sono molte differenze di decessi per cardiopatie, malattie ipertensive e diabete oltre ad un forte aumento dei casi di tumore alla prostata nel meridione.

 

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